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bimbi-asilo4Da giovane medico neolaureato, sono partita con la presidentessa dell'ONG Gandhi, Alganesc Fessaha per fare un'esperienza nel campo profughi di Mai Haini nel gennaio 2011.
La vita nel campo, che abbiamo condiviso a pieno vivendo ospiti dei profughi stessi è molto dura.
Nonostante l'energia di queste persone meravigliose, che hanno fatto fiorire numerose attività per contrastare l'inedia di cui rischiano di essere vittime, la vita è dura.
Le condizioni igieniche sono precarie, l'acqua corrente manca, l'energia elettrica è presente solo poche ore serali e solo nei bar gestiti dai profughi e in altri pochi edifici.

Le necessità sono sempre molte.
Ho potuto visitare un centinaio di bambini, con patologie che spaziano da dermatiti più o meno gravi, a infezioni batteriche e fungine, fino a principi di malnutrizione.
Abbiamo visitato anche molti adulti, alcuni dei quali con esordio di patologie croniche come diabete ed ipertensione.
Avendo portato una grande quantità di farmaci, abbiamo cercato di fronteggiarne la necessità anche oltre la nostra partenza, distribuendoli alle persone che più ne necessitavano a lungo termine.

 

Come ho potuto constatare, nel campo ci sono 1500 bambini in famiglia, per i quali si potrebbe fare molto aiutando i genitori a fronteggiare le spese per la loro educazione scolastica, per la sanità di base, per il vestire ed il mangiare. 

E' questo l'obiettivo primario delle adozioni a distanza. Con queste si va infatti proprio a implementare la possibilità delle famiglie di assicurare un presente ed un futuro adeguati alla crescita dei loro figli.

Ci sono poi più di 1000 bambini senza famiglia al campo. Il Natale, che in Etiopia si festeggia il 7 gennaio, lo abbiamo passato con loro, offrendo un pasto di carne, una vera rarità per questi bimbi e ragazzi che vivono soli, autorganizzati in case un po' fuori dal campo, emarginati tra gli emarginati.

Abbiamo così iniziato a coltivare un sogno, quello di costruire presso le loro capanne una grande scuola che possa accoglierli, per studiare ma anche per trovare uno spazio che sia loro, nel quale possano essere seguiti e guidati.
Questo è il nuovo grande progetto su cui abbiamo iniziato a lavorare.
Le prossime raccolte ed eventi dell'ONG Gandhi saranno infatti incentrati sulla raccolta fondi per costruire l'edificio e per attrezzarlo in modo adeguato.
Spero in molti vorranno darci una mano...

icon RELAZIONE SUL VIAGGIO AL CAMPO PROFUGHI DI MAI AINI (49.14 kB)

Per ogni domanda o curiosità scritevemi,

Giulia Piccinini
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