Molti paesi sono stati dichiarati zona di emergenza a motivo della lunga guerra civile e della ricorrente siccità.
I problemi sono molti: profughi, povertà, disoccupazione, famiglie numerose, case distrutte, condizioni di vita gravemente carenti di igiene.
Tra tutti i problemi, quelli dei bambini ci sembra il più grave ed il più urgente. Le difficoltà di sopravvivenza, crescita, maturazione adeguata, sono molto serie.
L’adozione a distanza sembra uno dei mezzi più efficaci e mirati a risolvere il problema della sopravvivenza di un bambino e della sua famiglia. Questa adozione consiste nell’aiutare un bambino del Terzo Mondo, senza sradicarlo dal proprio ambiente e trapiantarlo fuori dalla propria realtà culturale, sociale e familiare.
Le radici sono importanti, determinanti, inestirpabili, perciò vanno conservate.
Chi adotta un bambino, si assume la responsabilità economica della cura, crescita ed educazione, fino all’età in cui il figlio adottivo riuscirà a costruirsi la vita in proprio.
Padri o Suore sono gli interlocutori, i garanti, i tramiti presso la famiglia dei bambini adottati. Essi assegnano le adozioni, mantengono la corrispondenza, inviano le foto e notizie periodicamente agli adottanti. Danno la massima garanzia di sicurezza dei mezzi inviati, di consegna personalizzata alle famiglie bisognose dei bambini con la maggior serietà possibile.
